Nuove foto aggiunte

Nuove foto aggiunte

Io che ero ancora io. Io essendo
io ancora, gocciolavo nella stanchezza
del mondo immaginato
perdevo la partita che giocavo ogni giorno
la perdevo pazientemente.
Tu che eri
una pagina del libro
tu che eri parole potenti scritte in italiano
io che ero ripetente, tu che sempre ripetevi
di una incomprensibile gioia
tu che risplendevi di essa e io che ero
e tu che eri e io che ero ancora qualcosa
e tu mi smacchiavi -
molto lentamente.

Poi ecco che partivo. Verso
un altro luogo, verso altri tu
e scenari che inventavo tenacemente.
E lì ripetevo la scena dell'arrivo
del treno e lì ancora
digitavo numeri, e dicevo come va?
io sto bene, sono arrivata bene,
io ancora sono qui
e sto bene e tutto
va bene e voi? e lì? E ancora
fingevo la norma micidiale degli umani
e ancora uno scricchiolio mi avvisava
d'uno splendido crollo imminente
che in me precipitava verso una luce
perfetta come un infinito.
Lo scricchiolio era dolcissimo.
Il vacillare era dolcissimo.
Tutto era come un lungo addio.

Mariangela Gualtieri - 'Scena dell'arrivo' in "Per solitario andare" da Bestia di Gioia

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